EU trademark Reform

EU trademark Reform

On December 16th, 2015, the European Parliament and the Council have adopted a new Regulation (EU) 2424/2015 on the European Union Trademark that entered into force on March 23rd, 2016.
This regulation – which constitutes, together with the Directive (EU) 2436/2015 of December 16th, 2015, the so-called “Trademark Package” – innovated significantly the legislation on the Community trade mark protection, by amending the previous Regulation (EC) 207/2009 of February 26th, 2009.
The reform meets the need to harmonize national legislations, through the alignment of rules and procedures in order to ensure equal conditions for the registration and protection of trademarks in all European Union countries, also aiming for the modernization the EU trademark system by adapting it to the “Internet Age”. The reform is also seeking to achieve the simplification of the EU trademark legislation by means of: the streamlining of the registration procedure through the elimination of the criterion of graphical representation, to encourage the use of new technologies and the increase of the possibilities to reach amicable settlement of disputes by amending procedural rules, in order to promote the use of Alternative Dispute Resolution, also called ADR. Moreover, the “Trademark Package” encouraged and supported the fight against counterfeiting, by recognizing greater powers to intervene, in order to affect the importation and / or exportation of goods identified by signs that infringe the rights on EU trademarks. Finally, among the main purposes of this reform, it can be includes, on the one hand, the legal certainty to be achieved through the balancing of different interests between “tolerance” of later trademarks in counterfeiting and invalidity proceedings; on the other hand, the harmonization of the EU trademark legislation with the regulations that protect the designations of origin and geographical indications, as well as with the regulations on the domain names.


LA RIFORMA DEL MARCHIO COMUNITARIO.

Il 16 dicembre 2015 il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno emanato un nuovo regolamento (UE) 2424/2015 sul marchio dell’Unione Europea che è entrato in vigore il 23 marzo 2016.
Tale regolamento – che assieme alla direttiva (UE) 2436/2015 del 16 dicembre 2015 compone il c.d. “Pacchetto Marchi” – ha innovato in modo significativo la normativa in materia di protezione dei marchi comunitari, modificando il precedente regolamento (CE) 207/2009 del 26 febbraio 2009.
La riforma ha risposto all’esigenza di armonizzare le discipline nazionali, attraverso l’allineamento delle norme sostanziali e procedurali al fine di garantire parità di condizioni per la registrazione e tutela dei marchi in tutti gli stati dell’Unione, puntando inoltre alla modernizzazione del sistema del marchio UE nel tentativo di adattarlo all’era di internet. Nel quadro di una maggiore modernizzazione, la riforma ha inteso realizzare anche la semplificazione della disciplina del marchio UE mediante: lo snellimento della procedura di registrazione attraverso la soppressione del criterio della rappresentazione grafica, per favorire l’utilizzo delle nuove tecnologie e l’incremento delle possibilità di risoluzione amichevole delle controversie attraverso la modifica delle norme procedurali, favorendo il ricorso a metodi alternativi di risoluzione delle controversie, anche detti ADR (dall’acronimo inglese di Alternative Dispute Resolution). Il Pacchetto Marchi, inoltre, ha promosso e sostenuto la lotta alla contraffazione, riconoscendo alle competenti autorità maggiori poteri di intervento, al fine di incidere sulle importazioni e/o esportazioni di merci contrassegnate da segni che violino i diritti su marchi UE. Infine, tra gli obiettivi principali perseguiti da questa riforma, si annoverano, da un lato, la certezza del diritto, da realizzarsi attraverso il contemperamento di diversi interessi tra “tolleranza” di marchi posteriori in contraffazione e azione di nullità; dall’altro, l’armonizzazione della normativa sui marchi UE con le normative a tutela della denominazione di origine e delle indicazioni geografiche, nonché con le norme relative ai domain names.